venerdì 17 luglio 2009

Stefano Brighi ricorda...

Da ragazzino ero letteralmente innamorato degli Stati Uniti e di tutto ciò che riguardava l’America: ad esempio seguivo con passione il baseball, che a Rimini mieteva successi.

Avevo addirittura iniziato a giocare a basket proprio perché era uno sport “americano” e, di conseguenza, parlavo discretamente l’inglese. Quindi, a 17 anni mi fecero esordire in prima squadra (Sarila) e la mia capacità di interfacciarmi in lingua straniera fece sì che fossi il compagno privilegiato dei giocatori d’oltreoceano (dal povero Mitchell a Mark Crow, da Collins al mitico Otis Howard, dei quali conservo degli aneddoti indimenticabili).

Quell’anno, invece, c’erano Ernesto e Gig...

(continua)

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