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lunedì 10 gennaio 2011

Rimini, "Capitale" dell'Ospitalità?

Gentilissima Redazione,

mentre ancora divampano le polemiche per gli investimenti sostenuti in occasione della trasmissione televisiva di fine d'anno e, dalle pagine delle testate locali, ogni giorno si ergono "soloni" in grado di proporre la propria, risolutiva soluzione al definitivo rilancio dell'immagine di Rimini quale "Capitale delle Vacanze e dell'Ospitalità" (le maiuscole sono d'obbligo), sono a riportare la mia personalissima, allucinante esperienza accadutami - da riminese, quindi sostanzialmente e sgradevolmente in casa mia - solo pochi giorni fa.
Come alcuni avranno letto proprio dalle pagine di questo giornale, sono amico di lunga data dell'ex americano del Basket Rimini Gig Sims. La nostra amicizia è talmente profonda che Gig, in occasione del recente Natale, ha deciso di tornare a Rimini e di celebrare, il 29 dicembre scorso, il proprio matrimonio a San Leo confortato dal fraterno rapporto con gli ex compagni di squadra e con alcuni intimi amici, tra cui mi vanto di appartenere.
Solo qualche giorno dopo, avendo quasi esaurito le visite ai monumenti e musei locali, io e mia moglie abbiamo deciso di mostrare a Gig e Sydney (neomoglie di Sims) una delle "perle" culturali della nostra Città, ovvero la mostra di pittura "Parigi, gli anni meravigliosi" in corso a Castel Sismondo.
Con estremo imbarazzo, per definirlo in modo eufemistico, e una punta di incredulo orrore (tenendo conto dei dibattiti turistici di cui sopra) abbiamo purtroppo constatato che la mostra, orgoglio cittadino e destinazione scelta da circa mille persone al giorno (dati oggettivi reperiti online) non contempla le audioguide in lingua inglese! Pur costernati di fronte agli allibiti ospiti e incapaci di spiegare perché la principale esibizione culturale sita in quella che si autocelebra come "Capitale dell'ospitalità", nell'Anno Domini duemilaeundici sia incapace di contemplare la 'peregrina' lingua anglosassone, abbiamo almeno confidato nell'esaustività delle didascalie: appare inutile commentare la surreale assenza, anche sotto questa forma, di qualsiasi idioma straniero.
Abbiamo quindi repentinamente 'ripiegato' sul Tempio Malatestiano: al nostro ingresso uno dei ragazzi americani a noi aggregato, "reo" di essersi dimenticato di togliere la papalina (all'esterno la temperatura sfiorava lo zero), è stato affrontato a male parole dal custode del Duomo, che in modo piuttosto incivile e certamente aggressivo lo ha strattonato per un braccio prima di fargli notare, con ampi e grevi gesti rivolti alla testa, l'intollerabile infrazione. L'ospite, a quel punto, ha cordialmente preferito riderci su e uscire definitivamente dal meraviglioso (ma evidentemente poco accogliente) luogo.
Lo confesso: di fronte alla quasi divertita (ma certamente sarcastica) reazione dei nostri ospiti in entrambe le occasioni ci siamo letteralmente vergognati di essere riminesi e abbiamo tentato goffamente di giustificare il tutto con l'onnipresente luogo comune, comunque poco lusinghiero, "Italian Style".

Quando si parla (e straparla) di "turismo" e di "strategie" ad esso connesse, sarebbe meglio riflettere su fatti apparentemente minori - come quelli da me sopra esposti - ma indicativi che la strada da percorrere per divenire realmente un luogo sinonimo di "ospitalità a tutto campo" è ancora molto, molto lunga.

Nicola Gambetti
Lettera inviata alla Redazione del Corriere Romagna

venerdì 31 dicembre 2010

I due giorni speciali di Gig Sims

RIMINI. Si potrebbe stilare un lungo elenco di giocatori stranieri di ogni sport (ma anche italiani) che dopo aver vestito la casacca riminese sul campo, dopo aver assaggiato la "riminesità", hanno deciso di stabilirsi in riva all'Adriatico, o comunque di tornare da queste parti per un evento particolare. Un elenco illustre che dimostra come Rimini sia entrata dentro ai protagonisti delle vecchie imprese.

L'ultimo caso in ordine di tempo è quello di Gig Sims, uno che ha vissuto una parte fondamentale della carriera cestistica con la canotta del Basket Rimini targato Marr a quei tempi, squadra capace di regalare la prima, storica promozione in A1 ai colori biancorossi. Per esempio fu indimenticabile la trasferta di Vigevano con 18 pullman al seguito.
In quegli anni, non sempre facili sia chiaro, il ragazzo americano ha stretto con la famiglia Gambetti rapporti di grande amicizia e fratellanza, rapporti poi proseguiti nel tempo, sfociati lo scorso anno quando il comitato "Marr 25" (dove Teto e Nicola Gambetti erano i primattori) riuscì nella grande impresa di riportare al palasport Flaminio i ragazzi che fecero l'impresa nel 1984, mirabilmente guidati dal Topone Pasini. Ma non è finita, perché Gig Sims aveva in programma un altro appuntamento: niente maglietta e calzoncini in questo caso, ma abiti da cerimonia. Ieri, infatti, si è svolto, nell'incantevole cornice innevata di San Leo, il matrimonio italiano di Sims, grazie anche all'amichevole partecipazione e collaborazione del sindaco Mauro Guerra, grande appassionato di sport.
Gig ha scelto la Romagna (in particolare il suggestivo contesto leontino) per condividere assieme agli amici più cari e ad alcuni ex compagni di squadra l'unione con Sydney Alexander, bionda connazionale del North Carolina, dimostrando quindi che in talune circostanze tra pubblico e giocatori si può creare un rapporto speciale e irripetibile, indelebile nel corso degli anni.
Ma dici Sims e parli inequivocabilmente di basket. Non poteva infatti mancare la partitella tra amici, andata in scena martedì sera alla palestra Sforza, una sorta di "addio al celibato agonistico": assieme a Sims c'erano altri giocatori targati Marr, da Giorgio Cecchini a Vinicio Mossali, da Maurizio Benatti a Stefano Brighi. E' seguita un'inevitabile reidratazione a base di fiumi di birra.
E intanto il prossimo anno si festeggiano i 25 anni dall'ottavo posto conquistato dalla Marr in A1, con tanto di play-off raggiunti. Chissà che il Comitato non decida di riservare un'altra sorpresa per gli appassionati di basket riminese.

Carlo Ravegnani

sabato 3 ottobre 2009

Alberto Bucci parla della partita celebrativa...

Il neopresidente della Società Basket Rimini Crabs, Alberto Bucci, durante la conferenza stampa di giovedì scorso, 1° ottobre, ha speso alcune bellissime parole anche sulle iniziative promosse dal nostro Comitato...


(...) La chiusura è ancora per Alberto Bucci, che dopo l'assemblea di approvazione del bilancio rileverà la carica di presidente da Adriano Braschi. «La partita dei 25 anni (Marr Superstars ndr) ha dimostrato che a Rimini il fuoco per il basket è ancora vivo e va solo alimentato. Tutto lo staff avrà fiducia e collaborazione, perché le grandi squadre hanno sempre dietro le spalle grandi società. Vogliamo coinvolgere più persone possibili (Riccardo Morandotti ad esempio sarà il nuovo general manager ndr) e parlare con tutta la città. Ci dovrà essere il massimo senso di appartenenza possibile e anche i giocatori dovranno essere ben visibili. Di certo io darò tutto me stesso affinchè questo progetto vada avanti e si realizzi».

Andrea Perari, Corriere Romagna


(...) AL SUO FIANCO Bucci è un vulcano. «E' una cosa bella, importante per Rimini — attacca 'Albertone', 61 anni —. Di recente si è tenuta la partita celebrativa per il 25 ° anniversario della promozione in A1 della Marr. Bene, quella sera ho visto affetto, senso di appartenenza, tanto che al Flaminio si sono ritrovate 2mila persone. Questo significa che sotto arde ancora un fuoco, va solo alimentato. Vogliamo coinvolgere la gente, parlare con la città. Passione, entusiasmo e idee non dovranno mai venire meno».

Alberto Crescentini, Il Resto del Carlino


(...) «Il posto che abbiamo scelto per questa conferenza (il bar - pasticceria Vecchi, ndr) ha un significato preciso, rappresenta quella riminesità e quella passione che ho visto nel match amarcord della Marr Superstar. C'è un fuoco acceso, in questa città, che bisogna solo soffiare e alimentare per farlo di nuovo bruciare: io sono qui dal 1974, e sono orgoglioso di sentirmi riminese".

Matteo Peppucci, La Voce di Romagna

sabato 12 settembre 2009

I 12 che fecero l'impresa


RIMINI. "I ragazzi che fecero l'impresa" sono pronti a tornare sul parquet che li ha visti protagonisti in quarto di secolo fa. A capo di quel gruppo formidabile c'era lui, Piero Pasini. Il Topone è già tornato da queste parti, prima con la seconda puntata della "saga-Marr" dopo i disastri delle annate successive al suo primo addio, poi anche da avversario. A Rimini il coach ha lasciato un segno indelebile come in nessun altro posto dove ha lavorato e non è un caso che nel giorno delle "parole in libertà" dei suoi ex giocatori, il nome Pasini è il più gettonato.
"Pasini? Il mio primo padre tecnico, il mio secondo padre di vita - dice Luca Dalmonte, giovanissimo assistente del coach di Forlimpopoli -. Se non avessi incontrato Piero, ma anche Carasso e quel gruppo di giocatori, forse oggi la mia strada sarebbe stata diversa. Cosa ricordo di quell'anno? Beh, i pronostici di inizio stagione, con la Marr data sicura retrocessa, ma la forza del gruppo ha sovvertito tutti i pronostici. Quando c'era l'idea di tagliare Sims, la squadra ha fatto quadrato attorno a Gig, apprezzandone le doti di uomo e giocatore. Quello è stato il momento che ha girato la stagione".
Ed ecco i giocatori, uno per uno, in rigoroso ordine di maglia.
Umberto Coppari (4). "L'armonia che regnava all'interno del gruppo ha fatto la differenza. C'era una sorta di patto segreto tra di noi, un'unione dentro e fuori dal campo. Finita la partita o un semplice allenamento, spesso si andava a cena assieme e si scherzava tantissimo. Un momento difficile fu quando stavano per tagliare Sims: e anche lì ha vinto la squadra che stava tutta con Gig".
Sandro Angeli (5). "Era una squadra che tutti consideravano scarsa, con giocatori non pronti per l'A2 come Cecchini e Ottaviani e due Usa di seconda fascia. I due Giorgio furono tra i migliori italiani di quell'anno, Ernesto non faceva vedere palla a nessuno e ce ne fossero adesso in A1 di numeri 4 come Sims. Il tutto condito dalla sapiente regia di Benatti".
Luca Ioli (6). "Beh, cosa ricordare se non quel famoso tiro libero con la Yoga? (il +3 che portò la differenza canestri a favore della Marr, ndr). Sbagliai il primo e ricordo ancora il 'noooo' di tutto il Flaminio, per fortuna entrò il secondo. Perché la palla andò a me in quel momento così caldo della partita? Perché Pasini mi metteva in campo negli ultimi due minuti per tenere palla e arrivava puntuale il fallo sistematico".
Maurizio Benatti (7). "Per tanti anni non ho avuto un ricordo limpido di quell'annata. Improvvisamente mi sta tornando in mente tutto: è bastato incontrare i miei vecchi compagni e sfogliare le pagine del libro-amarcord per tuffarmi nuovamente in quell'avventura. Ricordo le partite perse pur avendo dato tutto o quelle vinte che ci hanno avvicinato al traguardo".
Vinicio Mossali (8). "Ci davano per spacciati in partenza e invece abbiamo fatto la sorpresa a tutti. Eravamo amici prima che giocatori ed è indimenticabile la gioia di tutto il gruppo al termine della partita di Vigevano. Oh, ragazzi, non capita tutti i giorni di vincere un campionato o comunque di realizzare un'impresa come quella".
Danilo Terenzi (10). "Cosa ricordo? Beh, facile, le 'cecchinate' di Cecchini: partiva come Speedy Gonzales, poi al primo contatto si buttava a terra come se fosse morto ma in realtà non si faceva mai nulla. E giù risate a ripensarci. In campionato giocavo poco, avevo più spazio nelle amichevoli di metà settimana, ma ecco l'incubo: chi sbagliava qualcosa veniva immediatamente spedito da Pasini a farsi i gradoni, il brutto era che quelle partitelle erano seguite da un sacco di tifosi. Ma nella mia carriera mi sono servite tantissimo".
Giorgio Cecchini (11). "E' stata un'annata talmente speciale che c'era un giornalista torinese della Stampa che mi aveva preso in simpatia tanto da volermi in nazionale. Purtroppo nel mio ruolo c'era gente come Riva e Premier. La partita chiave per me resta quella di Siena, prima di ritorno (la Marr vinse 68-87, ndr): marcavo George Bucci che fece una partitaccia (forse non era tutto merito mio) e io chiusi con 10/10 ai liberi".
Gig Sims (12). "La partita di Vigevano il ricordo più bello. Era la tappa decisiva, ma non capita tutti i giorni di vedere i tuoi tifosi che riempiono il palazzetto avversario".
Giorgio Ottaviani (13). "La Marr era una squadra umile e operaia, su questo ha costruito la propria forza. Italiani e americani formavano un solo gruppo, d'altronde era facile instaurare un bel rapporto con gente come Ernesto e Gig, il tutto sotto la regia di Pasini. La vittoria di Siena ci ha fatto capire che potevamo puntare in alto e poi io e Cecchini quella sera avevamo il dente avvelenato: all'andata Pasini chiamò time-out, noi facemmo il contrario e Malagoli ci castigò all'ultimo secondo. Al ritorno lo marcai io e fece 'virgola'. Una bella rivincita".
Paolo Paci (14). "Impossibile mettere in ordine tutto quello che è successo quell'anno, una promozione insperata: per tutti, riminesi e non, eravamo da ultimi posti. Invece in quella Marr c'era un equilibrio perfetto, un quintetto che giocava alla grande e noi panchinari tutti con un compito preciso. I miei battibecchi con Pasini? Eravamo cane e gatto, ma erano discussioni positive".
Ernest Wansley (15). "Non ero certo il punto di riferimento offensivo di quella squadra, ecco perché i 35 punti di Ferrara, in una partita decisiva per la promozione, restano il mio ricordo più bello di quella stagione indimenticabile".
Stefano Brighi (19). "La partita che ricorderò sempre resta sempre quella con la Yoga: palazzo stracolmo e tanta gente fuori senza biglietto. Ma uno spettacolo erano anche gli allenamenti, seguiti da tanti tifosi perché allora non c'era la moda di svernare negli ipermercati. Pasini sfruttava la situazione e ne approfittava per beccarci a turno con nomignoli variopinti".

Carlo Ravegnani, 12 settembre 2009

martedì 8 settembre 2009

Ecco la coppia che ha fatto sognare Rimini

RIMINI. Dove eravamo rimasti? Alla bella di play-off contro la Peroni Livorno, ultima recita di quella straordinaria Marr di Piero Pasini che consquistò la promozione in A1.

Erano rimasti lì anche Ernest Wansley e Gig Sims, una coppia che ha fatto la storia del basket riminese e Rimini non li ha mai dimenticati.
Il pivottone moro solido in difesa e granitico nei blocchi e il bianco (che l'anno dopo lasciò il posto a Reggie Johnson) rimbalzista, stoppatore, un atleta vero.
Venticinque anni dopo, grazie allo splendido lavoro del Comitato "Marr Superstar" eccoli di nuovo assieme, per la prima volta, alla faccia del tempo che passato più di tanto.
"Rimini è sempre la stessa - dice Sims - questa è la seconda volta che torno, la prima è stata nel 2001. Quando Nicola Gambetti mi ha prospettato l'idea della partita sono rimasto sorpreso ma ho accettato subito, senza esitazioni".
"Splendida idea - ribatte Wansley - è l'occasione per rivedere vecchi amici e anche per giocare a basket, una cosa che non mi capita spesso".
In effetti, da quando hanno attaccato le scarpe al chiodo, il loro rapporto con la pallacanestro è cambiato.
Wansley (attualmente manager presso Southern States a Richmond): "I miei figli giocano, io mi limito a giudicare le loro prestazioni e dare qualche consiglio. Scendo in campo una volta all'anno: a Richmond c'è un torneo particolare che coinvolge tutte le chiese e logicamente vinciamo noi. Questo è il basket per me adesso, cammino molto e faccio aerobica."
Sims (attualmente responsabile commerciale presso Marine Fenders International a Wilmington): "Quando andai via da Rimini rimasi fermo una stagione, poi ho giocato in Israele e tre anni in Spagna. Quindi sono tornato a casa e con la pallacanestro ho chiuso, tranne qualche eccezione. Fino all'anno scorso schiacciavo ancora, putroppo un infortunio alla gamba a inizio 2009 mi ha un po' limitato.
Domanda classica: il ricordo indelebile di quell'anno?
Sims: "Vigevano, senza dubbio. L'entrata in campo in un palazzetto pieno di riminesi, l'entusiasmo era alle stelle, l'incitamento per la nostra squadra. Splendido".
Wansley: "La nascita di mio primo figlio Justin e la partita di Ferrara (100-99 per la Marr, ndr) quando segnai 35 punti, una rarità per me". Ernesto sfoglia il libro-amarcord "I ragazzi che fecero l'impresa", va a cercare la pagina che parla di quella partita e racconta un aneddoto. "Sims mi disse: 'prendi la palla, vai a canestro e segna'. Feci così e andò alla grande".
Un nome: Pasini. Ma è vero che si arrabbiava con tutti tranne che con Ernesto? "No, no - sorride Wansley - prendeva di mira tutti. Era un duro, ma una persona molto gentile, ottimo coach. Lui aveva in testa solo la squadra, non gli interessava chi faceva i punti ma voleva che tutti difendessero alla morte".
Sims: "Pasini è uno di quegli allenatori che ti permettono di vincere i campionati. Ha ragione Ernesto, era un duro ma serio e preparato, quelli come lui sono i coach migliori per qualsiasi giocatore".
Con Gig Sims si torna a quel complicato inizio di stagione e l'ombra del taglio. "Mi infortunai allo scafoide in precampionato, la partenza fu tutta in salita, avevo perso fiducia, ero sempre sotto esame. Poi le cose cambiarono, il mio rendimento è salito e anche quello di tutta la squadra. C'era una grande chimica in quella Marr: nessun protagonista, ma tutti indispensabili. Ernesto? Ha un grande cuore, è stato un buon amico".
"Era un piacere giocare con lui - continua Wansley - la nostra era una coppia perfetta, io avevo i miei compiti e lui (risatona) era un bianco saltatore. Per fortuna la società decise di non tagliare Gig, ricordo bene quei giorni e l'arrivo di Kelly, era una star, ma non c'era posto per le star nella nostra squadra. E neppure per chi tirava troppo".

Carlo Ravegnani, 8 settembre 2009

lunedì 7 settembre 2009

Marr Superstar 25, cresce l'attesa

RIMINI. Con l'arrivo di Gig Sims previsto per oggi, sale l'attesa per la settimana di celebrazione della prima scalata in A1 del Basket Rimini che culminerà con la partita di sabato prossimo (ore 20.30) al Flaminio con ingresso libero. Martedì mattina all'hotel Ramada sarà presentato il libro-ricordo "I ragazzi che fecero l'impresa" voluto e creato dal Comitato "Marr Superstar 25" una chicca per tutti gli appassionati, con foto, ricordi e tanto altro, che da mercoledì (fino al 16 settembre) sarà in tutte le edicole assieme a Corriere Romagna e Stampa a 9.90 Euro più il prezzo di copertina.

Il primo appuntamento televisivo è fissato per lunedì sera, uno spazio dedicato all'evento nella trasmissione Calcio.Basket su Icaro Tv con ospiti importanti in studio. Mercoledì nel tardo pomeriggio il comitato del Borgo San Giuliano ha organizzato un aperitivo e interverranno quattro quinti dello storico quintetto biancorosso: Benatti, Cecchini, Sims e Wansley. Tutte le altre iniziative verranno illustrate martedì mattina.

Venerdì pomeriggio i giocatori saranno ricevuti dal presidente della provincia, Vitali, subito dopo la cena rigorosamente al Pic Nic alla quale seguirà, sabato mattina, una particolare seduta di allenamento al Flaminio.
Durante la settimana alcuni giocatori saranno presenti all'inaugurazione del nuovo reparto di emo-oncologia pediatrica e chirurgia pediatrica all'ospedale di Rimini.

venerdì 4 settembre 2009

Il trionfo di Pasini iniziò all'alba...

RIMINI. Si narra che Gianni Agnelli era solito tirare giù ripetutamente dal letto il Trap a ore impossibili, forse anche questo aneddoto, raccontato migliaia di volte dal pluridecorato allenatore di Cusano Milanino, si devono le vittorie in serie della Juve di quegli anni.

È bastata invece una telefonata alle 6 di mattina per cambiare la vita di Piero Pasini e dare un senso diverso alla storia del Basket Rimini.
«Eccome se mi ricordo il mio primo contatto con Rimini - conferma il "Topone" - mi chiamò Gian Maria Carasso all'alba, dormivo profondamente e mi ha fatto la proposta».
Carasso era uno che sapeva vita, morte e miracoli della pallacanestro italiana, sapeva anche che Pasini da Forlimpopoli cercava una sistemazione vicino a casa. «Ero reduce dalla conquista della Coppa dei Campioni con le ragazze della Zolu Vicenza, logisticamente sarei rimasto volentieri in Veneto, ma per problemi familiari volevo avvicinare mia figlia alla Romagna. Non ho esitato un attimo e ho accettato in fretta la proposta di Carasso».
La squadra. Bisogna creare la squadra, i dirigenti e Pasini decidono di puntare forte sull'asse play-pivot. «C'erano pochi soldi - ricorda il coach - e lo sponsor 'amichevole' cioé Marr arrivò nella settimana che precedeva il campionato. Mi affiancarono Luca Dalmonte, un tecnico giovane e preparato, fu una bella scelta di Carasso. Il primo acquisto fu Ottaviani, sapevamo che il play era una garanzia, Maurizio Benatti, giocatore splendido, su Wansley andammo sul sicuro e poi costava poco. Il nodo da sciogliere era il numero 4, scegliemmo Sims perché sapeva fare quello che gli chiedevo, era il giocatore giusto per la squadra che volevamo comporre. E volendo alle sue spalle c'erano giocatori come Mossali e Coppari che potevano offrire un buon contributo».
Proprio su Sims, Pasini racconta un curioso episodio. «Gig attraversò un momento difficile, era sull'orlo del taglio. Decidemmo di provare un giocatore, Henry Kelly, due volte capocannoniere del College, tiratore impeccabile. Anche in questo caso Rick Cervellini vide bene, gli americani erano il suo pane. Ma fu un tipo tutto da scoprire: arrivò alla Malpensa in maglietta d'inverno e a Casalpusterlengo aveva già la broncopolmonite. Ma lo provammo subito con Fabriano e nonostante fosse debilitato segnò 32 punti nel solo primo tempo. La domenica successiva giocammo con Brindisi, Sims disputò una prova discreta, eravamo indecisi sul da farsi. Volete sapere come mi sono tolto i dubbi? La sera andammo tutti all'Embassy, invitati da Otis Howard. Appena arrivai vidi Kelly fradicio di sudore che ballava come un disperato in mezzo alla pista. Il giorno dopo aveva già il biglietto per gli States».
Il campionato. I pronostici degli addetti ai lavori non davano scampo alla Marr e l'inizio di stagione sembrava dar ragione a Superbasket e compagnia. «Non fu una gran partenza, tutt'altro, due vittorie nelle prime due partite e se la memoria non m'inganna tre nelle prime nove. Arrivò la partita contro Reggio Calabria, probabilmente se avessimo perso mi avrebbero esonerato. Il finale fu incredibile: eravamo punto a punto, in lunetta andò il grande C.J. Kupec, uno che aveva il 91% ai liberi, li sbagliò entrambi e vincemmo la partita di due punti. Quella partita e la successiva vittoria a Venezia rappresentarono la svolta del nostro campionato».
In realtà furono otto vittorie in nove partite (l'unico ko il furto in casa Yoga) e si cominciò a pensare in grande. «La squadra prese fiducia, era consapevole del proprio potenziale e il gruppo cominciò a seguirci, palasport pieno la domenica e un seguito importante anche durante gli allenamenti settimanali. La gente si riconosceva in quella squadra, dal cuore italiano e operaio».
La chimica. La forza del gruppo non è una frase fatta quando si parla della Marr 1983-84. «Allenavo giocatori estremamente intelligenti, ognuno capiva quale era il proprio ruolo e lo ricopriva alla perfezione. C'erano gli schemi per il tiro di Ottaviani, il contropiede era per Cecchini, il famoso contropiede 'col fischio' visto che Giorgio scappava, fischiava e gli arrivava la palla, la regia perfetta di Benatti, la garanzia che assicurava Ernesto dentro l'area, l'imprevedibilità di Sims. Ancora adesso mi viene da sorridere quando ripenso allo schema più riuscito di quel periodo, perfetto per le nostre caratteristiche: un gioco di blocchi, con Wansley fulcro dello schema, per sfruttare la velocità di Cecchini che andava a concludere. Abbiamo sorpreso tutti almeno una volta e dopo tanti anni qualche allenatore lo sta riscoprendo».
Dica la verità: non si sarebbe mai aspettato di ritrovare tutti i ragazzi assieme. «Assolutamente no, per questo va applaudito il lavoro della famiglia Gambetti e del Comitato che ha organizzato questa splendida iniziativa. Ci saremo tutti, qualcuno con un po' di pancetta. Beh, io in realtà l'ho sempre avuta, vedremo gli altri».

Carlo Ravegnani, 3 settembre 2009

mercoledì 5 agosto 2009

"I ragazzi che fecero l'impresa"

Il Comitato "Marr Superstar 25, 1984-2009" è fiero di annunciare che dai primi giorni del prossimo mese di settembre, in abbinamento al Corriere Romagna verrà venduto "I ragazzi che fecero l'impresa. Basket Rimini 1984, la vittoria della volontà", libro celebrativo di 176 pagine a colori, scritto da Nicola Gambetti e dedicato alla squadra promossa in A1 venticinque anni fa.

Prezzo: Euro 9,90.

Il volume raccoglie fotografie inedite, testimonianze, aneddoti, schede di approfondimento e articoli di stampa dell'epoca, principalmente tratti da Il Resto del Carlino (unica testata riminese, nei primi anni Ottanta) e Superbasket, ricostruendo - nel modo più completo possibile e attraverso una mole straordinaria di documenti - la stagione sportiva riminese e i fatti ad essa correlati che contribuirono al "miracolo" della prima promozione in A1.

Il Comitato è certo che tale iniziativa editoriale, inedita nel background della pallacanestro cittadina e dello sport locale in genere, sia un documento estremamente gradito da ogni appassionato e la migliore testimonianza - per completezza e profondità - di un anno cestistico che "ha fatto la storia".

lunedì 20 luglio 2009

Metti una sera a cena con la Marr

RIMINI. La macchina organizzativa di "Marr Superstar 25, 1984-2009" prosegue a ritmo spedito in vista del grande appuntamento di sabato 12 settembre (ore 20.30) quando al Flaminio torneranno in campo gli "eroi" della storica promozione in A1.

E mentre la stesura del libro celebrativo è agli sgoccioli, a due mesi dall'evento ogni occasione è buona per avvicinarsi nel modo migliore. Anche una cena tra amici, rigorosamente al Pic Nic, davanti a un buon risotto e alcune caraffe di birra, sotto lo sguardo attento della Gambetti-family, cuore pulsante del comitato organizzatore (tradotto, tifosissimi) di questo atteso appuntamento. A fare "gli onori di casa" Maurizio Benatti, da quasi trent'anni in riva all'Adriatico, assieme a lui, l'altra sera come sul parquet, Giorgio Cecchini e inoltre Umberto Coppari e Stefano Brighi, allora i cambi degli americani, quindi gente che doveva sgomitare tanto in allenamento pur vedendo il campo col binocolo. «Finalmente posso festeggiare nuovamente in campo quella promozione - dice Cecchini - ho fatto un revival a Osimo, Pescara, Cavriago, dove mi sono spaccato tutto, mancava solo Rimini e sono stato felicissimo di raccogliere l'invito per questo amarcord». Cecchini e il basket? «Quando ho chiuso la carriera mi sono allontanato, adesso ho ripreso, gioco a Pesaro il venerdì sera con gli amici, il problema per loro è che io volo in contropiede e non mi prendono mai». Dove è la novità?
Risate con Benatti quando ricordano la serie infinita di stoppate subite dai mori napoletani Johnson e Woods («ma la più clamorosa me la rifilò Joe Barry Carroll», dice Cecchini) e a proposito di pivottoni, il nome più ricorrente è quello di Ernesto. «Wansley era una montagna - ricorda Brighi - lo dovevo marcare io in palestra, erano dolori sotto tutti i punti di vista. Quella promozione non si potrà dimenticare, soprattutto per chi come me ha fatto tutta la trafila nelle giovanili del Basket Rimini e ho avuto la fortuna di giocare sotto la guida di gente come Bucci, Taurisano, Pasini». Ancora Ernestone va di moda, ai suoi ex compagni brillano gli occhi quando ricordano i 35 di Wansley (una rarità) a Ferrara, forse la vittoria decisiva (99-100) per l'A1. «Ottaviani aveva tre falli - dice Coppari - Mossali non convinse Pasini (beh, il Topone usò altri termini, ndr) che nell'intervallo mi disse che mi avrebbe utilizzato da "3". Io chiesi in fretta a Luca Dalmonte gli schemi da ala che non conoscevo e pur non imparandone neanche uno, entrai senza paura piazzando tre canestri da fuori. All'inzio della stagione il ct azzurro Gamba alla Domenica Sportiva ci inserì tra le retrocesse sicure e mia mamma mi disse: «Ma dove sei andato a giocare?». Felice di averne smentiti tanti.

Carlo Ravegnani, 17 luglio 2009

martedì 19 maggio 2009

Marr Superstar, la storia ricomincia

RIMINI. In questi casi si dice che il mito rinasce, che la storia ricomincia. Nella città dove amarcord è la prima parola del vocabolario, chi ha vissuto da vicino la prima, storica promozione in A1 del Basket Rimini, può cominciare a cancellare gli impegni presi per il 12 settembre 2009.

Quel giorno Piero Pasini guiderà ancora i suoi ragazzi che l'8 aprile del 1984, sbancando Vigevano, conquistarono matematicamente la promozione in A1. Quel giorno erano oltre mille i tifosi riminesi al seguito e accompagnarono i biancorossi con quello che per anni è rimasto il coro simbolo: Marr Superstar.
E' proprio Marr Superstar è il nome del comitato (formato da 13 appassionati) che si è costituito domenica e che avrà l'oneroso ma assai piacevole compito di sostenere e coordinare le iniziative per festeggiare alla grande il 25° anniversario della promozione in A1. Il presidente del comitato è Adalberto Gambetti, presidente onorario Giampiero Arcangeli, numero uno di via Dante nel 1984.
Tutto è nato da un'idea di Nicola Gambetti, legato a quella squadra dal tifo in curva e dalla grandissima amicizia con Gig Sims. Ci sarà naturalmente Sims il 12 settembre alle ore 18:30 al Flaminio, ci sarà assieme al totem di quella Marr, Ernesto Wansley, poi Benatti, Cecchini e Ottaviani a completare il quintetto. E inoltre Angeli, Ioli, Brighi, Paci, Mossali, Coppari e Danilo Terenzi, tutti hanno già dato la loro adesione e Maurizio Benatti ha commentato con soddisfazione: "All'inizio credevo che fosse un'impresa titanica riportarci tutti in campo, poi ho pensato che quella era una squadra vera, un gruppo vero e nessuno poteva mancare. Mi auguro che chi ha vissuto quel periodo possa trasmettere le emozioni ai ragazzi di oggi".
La Marr '84 sfiderà il Basket Rimini All Stars che vedrà in campo (compatibilmente con gli impegni cestistici attuali) Myers, Ferroni, Ruggeri, Semprini, Fontana, Altini, Cancian, Miserocchi, Angelini, Roberto Terenzi, Matteo Benzi e Alex Righetti.
Previste alcune iniziative collaterali, tra le altre la pubblicazione di un libro con contributi, aneddoti e foto inedite di quell'anno scattate da Silvano Morosetti, scomparso nel 1990.

Carlo Ravegnani

giovedì 14 maggio 2009

La mitica Marr è pronta a rivivere

RIMINI. L'idea è affascinante così come lo fu quella fantastica impresa. Venticinque anni fa, infatti, il Basket Rimini targato Marr conquistava la sua prima promozione nella massima serie. Era il 15 aprile 1984 e oggi due ragazzi riminesi con la passione per la palla a spicchi hanno pensato di celebrare degnamente la ricorrenza. Come? Creando dapprima un fans club su un famoso sito internet e fissando una data, sabato 5 settembre al Palasport Flaminio, per organizzare una partita celebrativa tra quella indimenticabile squadra ed una selezione denominata Rimini All Stars.
Gli ideatori si chiamano Nicola Gambetti, esperto in comunicazione, e Cristiano Fontana, fratello tra l'altro dell'ex giocatore "Bibo" Fontana. In pochi giorni il gruppo ha già fatto registrare una sessantina di adesioni virtuali ed altre cercherà di raccoglierne nei prossimi mesi per organizzare al meglio tutta una serie di iniziative collaterali che celebrino i protagonisti di quella cavalcata.
Dal mitico coach Piero Pasini ai veterani Cecchini e Benatti, passando per la super coppia made in USA formata da Wansley e Sims (quest'ultimo è già stato contattato) senza dimenticare Sandro Angeli, Luca Ioli, Stefano Brighi, Danilo Terenzi, Giampaolo Paci, Giorgio Ottaviani, Vinicio Mossali ed Umberto Coppari. Probabilmente la squadra più amata di tutti i tempi dagli appassionati cestistici riminesi, che sono pronti a riabbracciare tutti i beniamini di quella storica cavalcata vincente verso la A1.

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