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mercoledì 16 dicembre 2009

Banchetto di AROP al "105"

(...) Marr Superstar Domenica, in occasione del match tra Riviera Solare e Pallacanestro Pavia (105 Stadium, ore 18.15, arbitri Caroti, Bertelli e Bartoli), sarà allestito un banco all’ingresso del 105 con 200 magliette celebrative dell’evento Marr Superstar 25 e 400 libri con copertina rigida “I ragazzi che fecero l’impresa” (costo 14.90 euro) disponibili. Benatti, Cecchini e Brighi saranno disponibile per firmare i libri: tutto l’incasso sarà devoluto a favore dell’Arop, l’associazione riminese di oncologia pediatrica.

Matteo Peppucci

sabato 3 ottobre 2009

Alberto Bucci parla della partita celebrativa...

Il neopresidente della Società Basket Rimini Crabs, Alberto Bucci, durante la conferenza stampa di giovedì scorso, 1° ottobre, ha speso alcune bellissime parole anche sulle iniziative promosse dal nostro Comitato...


(...) La chiusura è ancora per Alberto Bucci, che dopo l'assemblea di approvazione del bilancio rileverà la carica di presidente da Adriano Braschi. «La partita dei 25 anni (Marr Superstars ndr) ha dimostrato che a Rimini il fuoco per il basket è ancora vivo e va solo alimentato. Tutto lo staff avrà fiducia e collaborazione, perché le grandi squadre hanno sempre dietro le spalle grandi società. Vogliamo coinvolgere più persone possibili (Riccardo Morandotti ad esempio sarà il nuovo general manager ndr) e parlare con tutta la città. Ci dovrà essere il massimo senso di appartenenza possibile e anche i giocatori dovranno essere ben visibili. Di certo io darò tutto me stesso affinchè questo progetto vada avanti e si realizzi».

Andrea Perari, Corriere Romagna


(...) AL SUO FIANCO Bucci è un vulcano. «E' una cosa bella, importante per Rimini — attacca 'Albertone', 61 anni —. Di recente si è tenuta la partita celebrativa per il 25 ° anniversario della promozione in A1 della Marr. Bene, quella sera ho visto affetto, senso di appartenenza, tanto che al Flaminio si sono ritrovate 2mila persone. Questo significa che sotto arde ancora un fuoco, va solo alimentato. Vogliamo coinvolgere la gente, parlare con la città. Passione, entusiasmo e idee non dovranno mai venire meno».

Alberto Crescentini, Il Resto del Carlino


(...) «Il posto che abbiamo scelto per questa conferenza (il bar - pasticceria Vecchi, ndr) ha un significato preciso, rappresenta quella riminesità e quella passione che ho visto nel match amarcord della Marr Superstar. C'è un fuoco acceso, in questa città, che bisogna solo soffiare e alimentare per farlo di nuovo bruciare: io sono qui dal 1974, e sono orgoglioso di sentirmi riminese".

Matteo Peppucci, La Voce di Romagna

martedì 15 settembre 2009

25 anni non cancellano il ricordo

RIMINI – Una festa bellissima. Un Flaminio quasi pieno, per “una” squadra da sogno, sempre e comunque. Tutti li, nel mezzo, a passarsi la palla e raspare qualcosa di utile, anche 25 anni dopo, anche con 25 anni per gamba di media, su per giù. Il match amarcord è stato solo un pretesto, il risultato finale (52-48 per gli All Star di Rusin, Romboli, Filo Rossi e Bob Terenzi, col breve cameo di German Scarone) non importava quasi a nessuno.
Al suono finale della sirena, tutti sulle tavole chiare, coi “Ragazzi che fecero l’impresa” a dispensare autografi, un po’ affaticati ma soprattutto felici, emozionati, sinceramente commossi per un revival da tutto al cuore.
“Qua sono passati 25 anni ma l’affetto della gente è sempre lo stesso – luccicano gli occhi di Piero Pasini, il Topone di due promozioni – Grazie a tutti, a chi ha permesso questo e a chi è venuto a sostenerci ancora”. Trema, la voce di Ernestone Wansley, che fisicamente si tiene alla grande, così come Gig Sims. “Grazie a tutti, è stato molto bello tornare qui” le parole concesse ai microfoni nell’immediato post partita.
Ma era, ed è ancora, la folta componente italiana, a fare la differenza nella Marr Superstar. Giorgio Cecchini e Giorgio Ottaviani, in particolare, i due migliori – assieme a un Danilo Terenzi che a 44 anni gioca ancora nel campionato sammarinese, e a un Luca Ioli bello tonico – della truppa dei ricordi. Il “mulinello” del Cecco, un quarto di secolo dopo, sembra quasi lo stesso. “Un emozione incredibile, mi tremavano le gambe appena entrati per il riscaldamento. Wansley ha chiamato subito lo schema ‘2’, alla prima azione, ma io gliel’avevo detto di aspettare un po’, per sorprendere l’avversario quando sarebbe stato stanco…La realtà è che 25 anni fa staccavo dalla lunetta, adesso mi tocca fare due palleggi e perdo il tempo” se la ride Cecco, che ha solo elogi per il Comitato organizzatore e per il pubblico riminese. “E’ una settimana intera che stiamo assieme, tra aperitivi, ricevimenti e cene – continua sospirando –. Tutto questo lo dobbiamo alla famiglia Gambetti, sono stati eccezionali. Tutto questo è fantastico, io ho giocato dieci anni in serie A ma quella stagione è stata unica. A proposito, avete visto Ottaviani in che forma stupenda è ancora oggi?”.
Subissato dalla folla che acclama il suo “Giò”, l’ala della Marr ha perso qualche pelo ma non di certo il vizio di appoggiarla alla tabella quando conta. “Ci abbiamo provato, anche se devo capire se gli All Star ci hanno voluto risparmiare o se siamo stati bravi noi a resistere – se la ride il numero 13 – Io allenato? In realtà alleno i ragazzi a Montevarchi, prima di questa partita ho fatto due tiri, sono andato a correre ma mi faceva male il ginocchio: ho stretto i denti perché volevo esserci a tutti i costi, la cosa più bella è che tutti hanno apprezzato questa meravigliosa festa di sport. L’entusiasmo e l’adrenalina ha messo le ali a tutti, Paci era da un anno che non toccava un pallone…E comunque entrare qui con la canottiera rossa ti mette la voglia di tornare a giocare: mi tengo tutta questa gente, sapere che abbiamo lasciato qualcosa è la gioia più grande”.

Matteo Peppucci, 14 settembre 2009

domenica 13 settembre 2009

Musica maestro, 25 anni dopo

RIMINI – Vederli li, tutti assieme, 25 anni dopo, fa un effetto stranissimo. L’emozione di Maurizio Benatti, Giorgio Cecchini, Gig Sims, Ernestone Wansley e di tutti gli altri è ben visibile, ma quella canotta rossa con tanto di nomi personalizzati sta bene addosso un po’ a tutti.
Il pre partita, se così si può chiamare, esalta un Flaminio che risponde presente, di fronte ai “Ragazzi che fecero l’impresa”, e saluta con affetto anche lo staff al completo, comprensivo del presidente Giancarlo Arcangeli, del dottor Corbari, di Angeli e di Gian Maria Carasso, per la prima volta al Palazzo da quando il caffè si paga in euro. C’è anche Mauro Morri, assieme a Mark Crow, sulla panca degli avversari: un boato acclama Max Romboli, Bob Terenzi e il “sindaco” Rusin (applausi a scena aperta anche per Myers e Scarone, ovviamente), ma quando si comincia, gli occhi sono tutti per “Big E.” Wansley, che chiama il mitologico schema “2”.
“Cit” Benatti serve proprio Ernesto, che fa da boa nel mezzo e consente a un Cecchini magari un po’ imbolsito ma dalle gambe ancora “speedy”, di prendere una corsia che solo per poco non vale due punti. E’ comunque uno spettacolo, vedere “Cecco” che cerca come all’epoca “Giò” Ottaviani – suoi, i primi 4 della Marr –, o Wansley, che ci mette circa un quarto d’ora da “casello a casello”.
Bello così, coi rimbalzoni di tigna e i tuffi di Gig Sims – qui siamo sull’ordine dei 10 minuti, da parte a parte si intende – e le giovinezze di Gelo Rusin, piuttosto indaffarato nel controllo dell’omone nero che batte il “cinque” a tutti, proprio come faceva un quarto di secolo fa.
Nel mezzo delle bolge clandestine – dove Silvano Dal Seno ancora sguazza, così a naso – si può assistere anche a un arresto e tiro fulmineo di Cecchini, con Coppari che, al ferro, non ci va vicino nemmeno per sbaglio, al contrario di un Luca Ioli dalle mani soffici soffici. Si diverte la faccia anche il Topone, che all’epoca lasciava il quintetto base in campo per 34-38 minuti e qui invece si vede costretto a un turn over – ossigenante praticamente forzato: avrà anche un po’ di pancetta, Giorgio Cecchini, ma le gambe rispondono ancora mentre il tempo scorre e la Marr è sotto di 7 all’intervallo (24-31).
Risponde anche il polpastrello morbidoso di Wansley, che “svergina” la retina al 21’ (2 tempi da 20 senza stop), mentre Sims lotta che è una bellezza e anche German Scarone entra nella mischia: Pasini ordina la zona (ma forse è solo suggestione, anzi, probabilmente è autogestione), ma gli All Star non la soffrono, con il poker Terenzi – Paci – Mossali – Brighi che in una sola sera resta in campo 27 volte i minuti complessivi di quella stagione di allenamenti, allenamenti, allenamenti, e poi forse 2 minuti sul più venti. C’è ancora tempo per una “culata” vincente di Ernesto (vittima Bob Terenzi), che ingolosito dalla folla si prende pure il lusso di una bomba…inesplosa, e per l’ultima volata vincente – con piroetta annessa – del “Cecco”. Il 48-52 finale nessuno lo guarda, gli occhi sono su quei mitici “Ragazzi” sempre uguali, anche 25 anni dopo.

Matteo Peppucci, 13 settembre 2009

sabato 12 settembre 2009

Domani sera il Basket Rimini day

RIMINI – Ancora 24 ore, e poi al Flaminio sarà “Basket Rimini day”, con l’amichevole tra i Crabs di Giancarlo Sacco e la Scavolini Pesaro (ore 18.30, ingresso libero) che farà da gustoso antipasto alla sfida – amarcord tra Marr Superstar 25 e All Star Rimini (ore 20.30, arbitri designati Sardella, Verde, De Vito e Pironi).

Nella selezione All Star non ci saranno, per motivi diversi, Alex Righetti e Matteo Benzi, “sostituiti” in abiti borghesi da Mark Crow e Domenico Zampolini: in panchina, invece, i forfait di Ticchi e Bucchi, impegnati con Nazionale e Armani Jeans, saranno compensati dalla presenza, accanto ad Alberto Bucci, di Mauro Morri, che quindi tornerà al Flaminio per la prima volta dopo lo spaventoso incidente che poteva costargli la vita, e dal quale continua a riprendersi giorno dopo giorno.

Ieri mattina c’è stato anche il saluto toccante, da parte di Wansley e Sims, ai bambini del reparto di onco – ematologia pediatrica e chirurgia pediatrica dell’Ospedale Infermi di Rimini, diretto dal professor Vecchi. E proprio per offrire un contributo alla causa del reparto, stasera al Flaminio sarà possibile devolvere un’offerta e parallelamente acquistare le magliette celebrative dell’evento (circa 1000 disponibili, taglia mista adulto/bambino, colorate bianche o rosse). Sulle t-shirts, oltre alla reclame “I ragazzi che fecero l’impresa”, il logo Marr originale dell’epoca e la formazione della leggendaria squadra.

Matteo Peppucci

venerdì 11 settembre 2009

25 anni in un secondo

RIMINI – Ogni grande squadra deve avere un grande playmaker. Senza un regista - leader, metronomo o folletto che sia, i campionati non si vincono. Lo sanno bene anche “I ragazzi che fecero l’impresa” per la prima volta, ma anche quelli del 1992, e poi quelli del 1998. Le tre promozioni in A1 del Basket Rimini sono passate per tre super playmaker, primo tra tutti, almeno storicamente, Maurizio Benatti, mantovano classe 1955, planato in via Dante all’alba della stagione ’82-’83 dopo una lunga militanza nella Berloni Torino e i primi passi a Milano. Quella successiva, il campionato della leggenda che domani sera verrà celebrato al Flaminio, se la ricorda ancora come se fosse ieri.
“Come scordarla? Fu qualcosa di strepitoso, soprattutto perché nessuno ci dava credito, anzi per molti sarebbe stato già molto se quella Marr alla fine avesse centrato la salvezza. E’ capitato poi altre volte, di sovvertire i pronostici (poche aspettative, grandi risultati, un motto sempre di moda da queste parti, ndr), ma quella squadra andrò oltre i suoi limiti, centrando una promozione fantastica”.
Venticinque anni dopo, il Comitato Marr 25 ha voluto celebrare la ricorrenza riportandoli tutti, quei 12 eroi, sulle tavole di una Sala Vendemini che per merito loro cominciò a sognare.
“Bisogna ringraziare la famiglia Gambetti e tutto il Comitato per quello che hanno fatto e continuano a fare – continua Benatti, che ha vestito la casacca biancorossa per 8 stagioni – In questi giorni si è parlato tanto dell’evento e spero che domani sera il Flaminio sia tutto pieno, perché noi magari verremo applauditi ma il merito è da ascrivere tutto a chi è riuscito a realizzare questo amarcord. Rivedere Sims e Wansley è stato emozionante, ma forse lo è di più pensare che i due americani, appena saputo dell’iniziativa, non hanno esitato un attimo ad accettare. Già di per se questo aspetto ci riporta indietro, ai motivi di quei successi”.
Un gruppo di granito, quello di Piero Pasini. Senza stelle ne prime donne, ma con un nucleo italiano di qualità protetto da un’area a stelle e striscie di combattenti nati.
“Si, io, Cecchini e Ottaviani potevamo stare tranquilli, con Sims e Wansley a fare legna sotto canestro: era un a squadra operaia, che difendeva alla morte e puntava al miglior tiro possibile. All’inizio non fu facile (4 vinte e 6 perse nelle prime 10, ndr), e la svolta arrivò a Venezia, dove vincemmo nella tana della Carrera (compresa quella, 9 vittorie su 11 e 14 su 20 sino alla fine, ndr): la città si identificò subito in quel gruppo che non mollava mai, che anche nei ko dava l’anima, che per salvare un compagno – Sims, a rischio taglio con l’ombra del già ingaggiato Kelly – decise di far fronte comune”.
Racconta tutto con un misto di nostalgia, entusiasmo e partecipazione, Benatti, che con molti degli ex compagni è rimasto in contatto fino ad ora. “Wansley lo sentivo ogni tanto, mentre Sims lo rividi 10 anni fa al matrimonio di Nicola Gambetti. Luca Ioli e Danilo Terenzi li vedo spesso, così come Brighi, che allena le giovanili del Cesenatico e Coppari, che fa il fisioterapista a Cattolica. Max Angeli gioca ancora, mentre ho perso un po’ di vista Cecchini, che penso si occupi della rete commerciale per una banca, e Ottaviani, che allena in Toscana. Mossali invece vive a Sassari”.
La passione per il basket è ancora fortissima, e Benatti la porta avanti, lavoro permettendo, con la sua società Malatesta Basket Rimini, centro di minibasket con più di 100 ragazzi e ben 3 squadre giovanili iscritte a vari campionati. “Penso che questa iniziativa possa dare risonanza anche ai Crabs, perché se a distanza di 25 anni c’è ancora interesse su di noi significa che la fame di basket è li, magari sopita, ma pronta ad esplodere con una squadra competitiva come quella che hanno allestito ora. Potrebbe essere la scintilla per tornare ai vecchi fasti”.
Il sogno dei “Ragazzi del 1984”, allora, sarà perfetto con un Flaminio domani sera stracolmo. “Io mentalmente sono in formissima – se la ride Benatti – Farò la mia apparizione come da dovere, ma mi auguro che ci sia tanta gente, il Comitato se lo merita”. Lui e gli altri, un posto nel mito dello sport riminese, se lo sono già meritati per sempre.

Matteo Peppucci, 11 settembre 2009

mercoledì 9 settembre 2009

Marr Superstar 25 ha presentato ieri il libro celebrativo

RIMINI – Non morirà mai, il ricordo di quella leggenda. Perché tutto cominciò con loro, coi “Ragazzi che fecero l’impresa”, quelli della Marr 1983-1984, fantastico gruppo che l’8 aprile 1984 a Vigevano coronò il sogno di una città intera, entrare nell’elite del baloncesto italiano per la prima volta.
Il comitato E’ stata proprio la voglia di celebrare al meglio la prima, storica promozione in A1 del Basket Rimini, che ha spinto tredici “super tifosi” (nominativi sul blog www.marr25.org) a fondare il Comitato “Marr Superstar 25”, vero e proprio canale per rivivere, in una sola notte e in “quel” Flaminio, le gesta dei 12 eroi di coach Piero Pasini.
La partita Ci saranno tutti, sabato sera (ore 20.30), nel match amarcord che vedrà opposta la Marr Superstar 25 a una selezione “All Star Rimini”, composta da tanti ragazzi che, all’epoca, muovevano i primi passi nelle giovanili dei Crabs. E così, il Topone Pasini riprenderà ad allenare Alessandro Angeli, Luca Ioli, Maurizio Benatti, Giorgio Cecchini, Paolo Paci, Giorgio Ottaviani, Danilo Terenzi, Vinicio Mossali, Gig Sims, Umberto Coppari, Ernest Wansley e Stefano Brighi. Saranno Alberto Bucci e Piero Bucchi, altri due che a Rimini hanno fatto la storia, a rispondere con Bibo Fontana, Pierfilippo Rossi, Carlton Myers, German Scarone, Matteo Benzi, Max Romboli, Alex Righetti, Massimiliano Angelini, Alessandro Cancian, Silvano Dal Seno, Gelo Rusin e Renzo Semprini.
Il libro Presentato ieri dal Comitato presso l’Hotel Ramada, si chiama “I ragazzi che fecero l’impresa”, ed è stato scritto da Nicola Gambetti. In 180 pagine a colori, ripercorre la mitica stagione’83-’84, con 30 testimonianze dirette, tutte le statistiche, le fotografie dei gadget e ben 70 fotografie inedite fornite dalla famiglia Morosetti, in ricordo del fotografo Silvano Morosetti, che all’epoca le scattava per conto suo, solo per passione. Si può acquistare in tutte le edicole, a partire da stamattina e sino al prossimo 16 settembre, al prezzo di 9.90 euro.
Gli eventi Aperti ieri con l’aperitivo al Bagno 26 presenziato da Gig Sims e Ernest Wansley, arrivati in Romagna domenica scorsa, proseguono oggi alle 19 con un altro aperitivo al Borgo San Giuliano presso l’Angolo DiVino. Domattina, poi, Sims e Wansley inaugureranno il reparto di “pediatria onco-ematologica” dell’Ospedale Infermi di Rimini, diretta dal professor Vecchi: domenica, al Flaminio, si potrà versare un’offerta libera in favore del reparto e comprare la maglietta celebrativa dell’evento. Domani, alle 18.30, ecco l’aperitivo al Ct Rimini, mentre venerdì alle 18.30 l’intera squadra sarà ricevuta dal presidente della Provincia Stefano Vitali, prima di una visita privata alla “Domus del Chirurgo”. Alle 20.30, poi, cena al Pic Nic, con proiezione dei filmini dell’epoca: sabato mattina, allenamento informale al Flaminio, per tenere caldi i motori in vista del super match serale.

Matteo Peppucci

martedì 19 maggio 2009

La Marr del Topone 25 anni dopo

RIMINI - "Marr Marr, Su-per-star, Marr Marr Su-per-star" è il coro storico del Basket Rimini, non c'è santo che tenga: un'onda emotiva che ti faceva risuonare la cassa toracica, un ritmo incessante che il pubblico del Flaminio scandiva per dare energia ai suoi beniamini, un boato che faceva tremare le mura (e gli avversari) di un palazzetto stracolmo all'inverosimile.
Lo ricorda, per evidenti ragioni anagrafiche, solo chi ora ha più di 35 anni o chi ha vissuto quei momenti da piccolissimo, quasi stordito da una "sala Vendemini" che era un'autentica polveriera, tanto che per prendere posto sui gradini dovevi arrivare minimo due ore prima della partita. Gradini eh, quelli delle scale, perché i gradoni del Flaminio erano già occupati.
"Marr Superstar 25" è il comitato che per il 12 settembre ha organizzato un evento imperdibile per chi ha vissuto quei momenti, un quacosa che trascinerà "una folla oceanica di gente" all'interno del vecchio Flaminio, una partita tra la Marr Rimini del 1983/84 che centrò la prima promozione in A1, contro una formazione All Star del Basket Rimini, ovvero chi all'epoca di quella storica salita in A1 cominciava ad entrare nel vivaio della società di via Dante, come Carlton Myers ad esempio, che otto anni dopo avrebbe regalato all'altra Marr, quella del 1991/92, la sua seconda salita nella massima serie, o come Alex Righetti (entrato nel vivaio sul finire degli anni Ottanta) che nel 1997 gli regalerà la terza serie A1 con la Koncret di Piero Bucchi (che probabilmente guiderà un panchina la formazione All Star). Il messaggio è chiaro, fu quella Marr Rimini lì, quella del 1984 del "Topone" Piero Pasini, di Ernst Wansley e "Gig" Sims, di Maurizio Benatti, Cecchini e Ottaviani che poi diede vita a tutto il resto, perché prima il Basket Rimini era una realtà quasi provinciale, ma dopo fece il salto di qualità, trasformandosi in una realtà nazionale capace di imprese indimenticabili, il sesto posto in A1 del 1986, il doppio salto dalla serie B1 all'A1 tra il 1991 e il 1992 con i ragazzi cresciuti nel vivaio, le due qualificazioni in Coppa Korac nel 1998 e nel 1999 o il sorprendente scudetto juniores (nel 1991) vinto soltanto con giocatori nati e cresciuti a Rimini, mentre le altre facevano foresteria prendendo i migliori qua e là in giro per l'Italia.
Tutto questo partì da lì, da quel 15 aprile 1984 quando la Marr Rimini vinse a Vigevano la partita decisiva per salire in A1 (giornata famosa perché la squadra fu seguita da 20 pullman di tifosi) e poi addirittura nei playoff scudetto di A1 (all'epoca erano ammesse anche le migliori di A2) riuscì a trascinare fino alla "bella" della terza partita la quotatissima Peroni Livorno.
"Siamo qui a parlare di un'impresa epica - dice Nicola Gambetti, uno degli organizzatori dell'evento - riportare la Marr del 1984 sul parquet del Flaminio 25 anni dopo quella storica promozione". "Mai mi sarei aspettato una cosa del genere - dice Maurizio Benatti, playmaker di quella Marr - soprattutto in periodi come questi, dove i ricordi e le riconoscenze non ci sono quasi più: tutto questo è molto gratificante".
Tutta quella squadra dell'epoca ha già aderito con grande entusiasmo, alcuni arrivando fino quasi alle lacrime dopo aver saputo dell'inziativa (è il caso del biondo "Gig" Sims, che ora vive a Los Angeles). Correlati alla partita celebrativa ci saranno anche una serie di eventi, come le immagini di quella storica impresa (bobine ritrovate su una soffitta e poi recuperate in maniera quasi avventurosa), un album con le foto del compianto Silvano Morosetti ("documentava le partite del Basket Rimini per sé, non su commissione, mosso solo dalla passione") e una serata conviviale con il pubblico. Per una sera il grido "Marr Marr Superstar" tornerà a rimbombare all'interno del vecchio Flaminio, anche se per quella data il Basket Rimini attuale, cioé i Crabs, potrebbe non esserci più se non dovessero andare in porto le trattative per salvare la società in queste settimane. E questo striderebbe un pò con l'evento.

Gabriele Nanni

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